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"A quarant'anni ho cominciato a comprendere le mie sensazioni, a sapere cosa stavo guardando, ma soltanto vagamente. A cinquant'anni ho formulato l'idea di unità, ma senza essere capace di rappresentarla. Adesso, a sessanta, comincio a capire come rappresentarla." Camille Pissarro 1890.

lunedì 5 novembre 2012

Nocciolaia in Engadina - Un quadro raccontato

Chi  non è  mai stato a Pontresina ci deve andare almeno una volta nella vita; l'esperienza del percorso delle cince è commovente: attirate dal cibo questi uccelletti  vincono la paura e vengono a posarsi sulle mani per alimentarsi, ma non solo le cince, ci sono scoiattoli e corvidi che arrivano alle mangiatoie, ma che non si avvicinano così tanto. L'emozione è forte, il freddo pungente e la luce che riflette la neve abbagliante. La nocciolaia non si fa attendere e mai come qui sarà più facile da avvicinare. Non si è mai abbastanza paghi del contatto, che si vorrebbe anche lei così vicino, come le cince. Ma è un corvide e non è facile. Così scatti delle foto qua e là sulle frasche frastornato dalla luce che ti resta dentro come a impressionare una pellicola, e così te la porti a casa. Ci ho messo un po' a tirare fuori queste "pellicole" immaginarie e nel riproporle lo sforzo maggiore è dato nel rappresentare la luce diffusa di quelle fredde memorabili giornate in Svizzera. 

Riprendo la serie dei racconti sui quadri della mostra itinerante mosso da una ragione in più: nella tappa di Lastra a Signa, oltre gli acrilici, c'era lo spazio per numerosi bozzetti, fogli originali depositati sulle mensole allo scopo di completare il percorso descrittivo; fra l'altro manipolati a lungo dai visitatori senza che i disegni abbiano subito danni. In generale miei lavori non sono ermetici e non nascondono un retroscena particolare, sono di facile lettura, rappresentano la natura, che ovviamente viene reinterpretata nel trasferimento sul supporto rigido; portano con se la luce e la prospettiva, o cercano di farlo, ma la storia che c'è alle spalle no, quella non la possono raccontare. C'è un titoletto di solito a lato del quadro e di questo ci si deve accontentare, succede sempre anche alle mostre di grandi artisti. Ecco il perché di questi che io chiamo racconti sui quadri. Lo mostra girerà ancora e muterà ancora, spero che alla fine del percorso avrò scritto molto di quello che dovevo così da completare quello che i pennelli non sono riusciti a trasmettere...comunicare.

2 commenti:

  1. Alessandro, ben raccontato il bel quadro. Come ti capisco...da noi lassù le cince siberiane vengono sulla mano! Una sola cosa: togli la prima r da Prontresina, è certamente un refuso.
    Abbraccio

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  2. Grazie, stavo per correggere, prima o poi vi verremo a trovare e grazie per l'apprezzamento, ciao

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