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"A quarant'anni ho cominciato a comprendere le mie sensazioni, a sapere cosa stavo guardando, ma soltanto vagamente. A cinquant'anni ho formulato l'idea di unità, ma senza essere capace di rappresentarla. Adesso, a sessanta, comincio a capire come rappresentarla." Camille Pissarro 1890.

giovedì 3 agosto 2017

In Natura in arte, la natura intorno a noi. A Cetona presso il Centro Servizi del Parco di Belverde, fino al 28 Agosto.

La mostra "In Natura in arte" scorporata in tre diverse sezioni tematiche è visibile in contemporanea in tre sedi diverse, e divisa per argomenti: a Cetona, presso il Centro Servizi del Parco di Belverde (fino al 28 Agosto), presso La Rocca Federiciana di San Miniato (fino al 15 Settembre) e presso il Centro Visita del Padule di Fucecchio (in forma permanente) a Castelmartini-Larciano (PT).


A Cetona cinquantasei le opere esposte, oltre ad una raccolta sfogliabile di disegni.


"La Natura intorno a noi" è un concetto molto ampio, che comprende un complesso e articolato sistema ecologico difficilmente rappresentabile in una semplice mostra di disegno naturalistico, e in effetti può apparire presuntuoso cercare di descrivere la Natura con poche tavole. Quello che però si può fare, attraverso l'interpretazione pittorica, è rivolgere l'attenzione e mettere a fuoco alcuni degli elementi naturali con i quali, spesso inconsapevolmente ci capita di convivere, talvolta conflittualmente, altre volte con grande ammirazione verso la meraviglia che la Natura stessa ha saputo rappresentare. 
Quindi, con grande umiltà, si mettono insieme matite, pennelli e colori e con questi poveri mezzi, in qualche modo sempre gli stessi da secoli, si cerca di raccogliere e trascrivere la nostra visione di questa Natura colorata e vivace, mai statica, anzi dinamicamente complessa. Questo è un po' il lavoro del disegnatore naturalista, sia esso un professionista o un semplice appassionato. Nel nostro paese l'arte figurativa è tutto sommato poco rappresentata e quella dedicata alla Natura, ai dettagli degli elementi naturali, lo è ancora meno. Senza nulla da invidiare alla tradizione artistica degli altri paesi va notata però la minore attenzione rivolta al disegno naturalistico che c'è in Italia e, a parte qualche caso abbastanza raro, questo vale anche per la cura e l'attenzione dedicate all'ambiente naturale in generale, ma questa è un altra storia…

Ramarri, acquerello
Volpe in Appennino, olio su lino 30x45
Zerynthia cassandra, acquerello e tempera

Le informazioni che l'occhio raccoglie muovendosi in Natura, passeggiando o sostando a contemplare le sue bellezze, sono condizionate dall'insieme di elementi che spesso si sovrappongono fra luci e colori impedendo qualche volta di raccogliere il particolare. Mettere a fuoco il particolare è una delle ragioni del disegno naturalistico, ma non sarà mai la sola perché è accompagnata dalla grande passione per la Natura e la voglia di esserne in qualche modo partecipe.Le tavole che compongono questa mostra sono nate espressamente per questo e sono state utilizzate insieme a molte altre in pannelli didattici, poster, libri e depliant e più recentemente condivise in siti internet; fanno parte di una collezione di centinaia di disegni, che insieme ad alcune pitture ad olio e acrilico, sta itinerando (con il titolo "In Natura in arte") in molte località toscane allo scopo di contribuire a portare avanti un vero e proprio manifesto artistico dedicato al un movimento pittorico dei disegnatori appassionati di Natura, in Italia.
Noce, acquerello

Guardabuoi in maremma, acrilico 18x24

Tasso, acquerello

Rondini italiane, acquerello e matita colorata
Lupi in faggeta, olio su cotone 30x40
Bellevalia romana, Amata phegea, Colchicum autumnale, Vanessa io, Vinca minor, Podalirio (acquerello)
Pipistrellus kuhlii, Rosa di San Giovanni, Saturnia pyri, Frangula alnus (acquerello)
Aquila reale, acquerello e tempera
Averla piccola, acquerello
Il bosco incantato, Dynamo Camp (acrilico su legno) 49x56
Colubri e vipere, acquerello
Ditischi, acquerello e tempera
Martora, acquerello
Diffusione per spore, acquerello
acquerello
Gufo comune, acrilico su cartone telato 18x24
Raganella, acquerello
Lupo italiano, acquerello
Martin pescatore, acrilico su carta 33x45
Orchis porpuea, acquerello
Ilatro comune, Crocothemis erythraea, Alloro, Cleopatra, Melo fiorentino, Pungitopo maggiore (acquerello)
Tiglio,  Myriophyllum spicatum, Centaurea bracteata, 
Ischnura elegans, Callitriche palustris

sabato 17 giugno 2017

In regalo per il lavoro svolto con passione per la natura e l'ambiente: Il muretto a Pianosa.

"Il muretto a Pianosa" acrilico su cartone telato 40x50
Qualche giorno fa ricevo una telefonata da amici del WWF di Siena che mi chiedono di fargli vedere qualche mio lavoro perché hanno deciso di regalare una mia opera come "premio alla carriera" ad una amica comune.
Il regalo è destinato da amici attivisti e volontari del WWF toscani a Cristina Sadun come forma di riconoscimento per il lavoro svolto per tanti anni per l'ambiente e la natura toscana in particolare; conosco Cristina da anni per aver condiviso la sede Lipu/Wwf di Via San Gallo a Firenze, e per aver continuato a seguire il suo lavoro anche quando ho abbandonato l'ambientalismo in modo ufficiale (ma non ufficioso!), e questa scelta di un mio lavoro a lei destinato mi ha fatto un grande piacere, più di quanto si possa immaginare. Quando si dipinge, si tratta di un quadro e non di un disegno, lo si fa senza pensare a una destinazione, anche se in cuor proprio si pensa a come potrebbe essere apprezzato da conoscenti e amici, o anche da sconosciuti appassionati di natura. 
Bello sarebbe poter rivedere a distanza di anni i propri lavori in luoghi e ambienti familiari, in questo modo si ha il privilegio di non distaccarsi completamente da una propria piccola creazione.
Dalle immagini della "premiazione" sembra essere contenta...:-)


lunedì 22 maggio 2017

Prorogata l mostra a San Miniato "In Natura In arte, gli abitanti delle rocche" nella bellissima cornice della Torre Federiciana. Apertura h. 10-19 fino al 15 Settembre (chiuso il lunedì)


Roccia, blocco di pietra affiorante, aggregato omogeneo, dal latino rocca [dal fr. roche, che ha lo stesso etimo dell'ital. ròcca]. Queste classificazione etimologiche poco devono interessare agli animali e alle piante selvatici che in modo spontaneo hanno colonizzato roccaforti e bastioni nei secoli passati fino ad oggi. Non è difficile immaginare la ragione di questo nella natura stessa delle rocche, in molti aspetti simile alle pareti rocciose naturali; ancora più vero in quanto anni e secoli di abbandono hanno trasformato questi imponenti manufatti in ruderi e la vegetazione, come muschi, licheni ed anche piccole piante pioniere, pian piano hanno colonizzato ogni anfratto. Ma la ragione di tanto interesse, in particolare da parte degli animali volanti (chirotteri e uccelli), risiede nella semplice struttura verticale che innalza il punto di vista verso l'area circostante, che poi è anche la ragione della loro edificazione. 
Cosa c'è di più interessante per un rapace del poter individuare le proprie prede da una postazione dominante, mantenendosi al tempo stesso al sicuro dall'essere esso stesso predato? In pratica le rocche servono agli uccelli come posatoio occasionale e come rifugio per un eventuale nido nei loro anfratti; i rapaci diurni passano la notte appollaiati nelle cavità mentre i gufi partono all'imbrunire per la caccia. 
Rondoni, storni, taccole e altri animali si adattano alle rocche come farebbero su una parete rocciosa, e alcune di queste specie hanno certamente tratto vantaggio dal moltiplicarsi di pareti artificiali. Non è detto che questo valga per tutte le specie, qualcuna meno confidente e rara non ama la presenza troppo ravvicinata dell'uomo e continuerà a vivere appartata sulle pareti naturali, ma è noto come su monumenti dalla struttura importate, come il Duomo di Firenze, in tempi storici il gufo reale abbia dimorato a lungo, e oggi viva e si riproduca una coppia di falco pellegrino. 
A noi che le abbiamo costruite e le costruiamo così alte e imponenti poco interessa se serviranno da rifugio ad altri esseri viventi, e questo forse neanche conta molto. L'importante è avere la consapevolezza più generale che ogni nostra creazione, sia essa piccola come un ponte o una casa o grandiosa come una roccaforte, coinvolgerà in un modo o nell'altro gli altri inquilini di questo nostro pianeta. 

Alba all'Elba (collezione privata) acrilico su tela
Giovani allocchi, acquerello
La caccia del barbagianni, colori ad acqua (parte di una tavola dedicata alla predazione dei rapaci notturni)
Chirotteri italiani, acquerello
Rondoni euroasiatici (accidentali in Italia), acquerello e tempera Quaderni di Birdwatching 14 Ebn Italia
Rondoni europei Quaderni di Birdwatching 14 Ebn Italia

domenica 29 gennaio 2017

Al lupo al lupo

In questi giorni si parla male di lupi, lo si fa per ignoranza o peggio per secondi fini. L'ignoranza di credere di liberarsi di un "ingombrante" presenza a suon di fucilate; ingombrante per modo di dire visto che quasi nessuno di noi può vantarsi di averlo incontrato nella propria vita, e dove al lupo sono addossate le colpe di predare gli animali domestici si aggiunge l'ignoranza di una notizia mal riportata o infiocchetta di "si dice".
L'equilibrio con i predatori è delicato e i lupi sanno a loro spese di diventare potenziali prede essi stessi, è la selvaticità che li rende schivi e timorosi, anche dell'uomo che pure da molti anni non gli da più la caccia, almeno ufficialmente..
Comparire e sparire furtivamente è la loro natura e a noi non resta che immaginarli apparire, magari in una faggeta dell'Appennino pistoiese dove sono capitati lì per caso, o perché è un loro percorso abituale, e magari sei tu che sei lì per caso....

Non ci resta che immaginare e continuare a sperare di vederlo prima o poi, magari un giovane fermo in mezzo alla strada, sulla sterrata che stai percorrendo piano giù dalla montagna, che sembra voler qualcosa come a dire "che ci fai proprio qui" e scostarsi di lato sul ciglio ad aspettare che tu con la tua auto passi, e passando incroci quegli occhi selvatici che ti lasciano nell'anima un timbro indelebile.
Ma questa è un'altra storia...

(Olio su pannello a gesso, 30x40, Attraveso la faggeta, Through the bech forest)

domenica 22 gennaio 2017

Disegno naturalistico, quasi tecnico e quasi scientifico....




















Bisognava integrare del materiale che già avevo in archivio con qualcosa di fresco e rappresentativo dell'area della Querciola e del Bosco la Magia a Quarrata, nella Piana pistoiese. Così questi disegni si sono trovati su tavole sconfusionate, riuniti casualmente nel descrivere specie diverse, la cui unica cosa in comune è forse la vicinanza territoriale e ambientale.

Ilatro comune Philirrea latifolia, 
Alloro Larus nobilis, Cleopatra Gonepteryx cleopatra, Crocothemis-erythraea
Melo fiorentino Malus florentina, 
Pungitopo maggiore Ruscus hypoglossum


Tiglio Tilia cordata
Millefoglio d’acqua comune
Myriophyllum spicatum, 
Fiordaliso di Gaudin
Centaurea bracteata
Ischnura elegans, 
Gamberaia comune
Callitriche palustris
 Pipistrello albolimbato 
Pipistrellus kuhlii,
Rosa di San Giovanni 
Rosa sempervirens,
Saturnia del pero Saturnia pyri,
Frangola comune Frangula alnus
 Giacinto romano 
Bellevalia romana,
Colchico d’autunno 
Colchicum autumnale, 
Fegea Amata phegea, 
Vanessa io Inachis io, 
Pervinca minore Vinca minor,
Podalirio Iphiclides podalirius




lunedì 3 ottobre 2016

Castagno, grafite di varia durezza (carta Fabriano 36x48)

Realizzato su commissione, mi sono accorto con sorpresa di provare un particolare piacere nel disegnare a matita, usando varie durezze, cosa che non facevo da molto tempo; ho un particolare feeling con i vecchi alberi perché mi ricorda l'infanzia a Montevettolini, dove gli alberi sembravano tutti giganti e io piccolino mi aggiravo fra di loro con grande ammirazione e reverenza....